Definizioni da Dizionari Storici |
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884 |
Fare, Agire, Operare - Fare si riferisce all'atto e all'effetto, comprende principio, mezzo e fine. - Operare indica l'azione solamente. Il savio, dice il Gerard, in ogni azione che fa, opera dopo maturo consiglio. - Agire, che gli antichi dissero alla latina Agere, è ripreso per gallicismo: tuttavia in alcuni casi è da usarsi, perchè esso comprende l'azione del corpo, della voce, della mente: per es.: «Nell'Otello agiscono i migliori artisti:» e di qui viene la voce Attore, che è puro verbale di Agire. [immagine] |
Entrarci, Averci che fare - Quando si dice Codesti discorsi non ci entrano, o Come c'entra la tal cosa? vogliamo significare che essa non è assolutamente necessaria al soggetto che si tratta, dal quale non si vuol derogare. - L'Averci che fare, che si usa più spesso in proposizioni negative, accenna che una tal cosa è al soggetto assolutamente estranea. - «Qui non ci ha che far nulla la letteratura. - Che ha che far la luna co' granchj? - Ci ha che fare quanto il cavolo a merenda.» [immagine] |
Fare vista, Dar vista, Fare le viste - Fare vista e Dar vista, che sono solamente della lingua letterata, è Operare e parlare in modo da far credere altrui che la nostra intenzione sia questa o quella, quando invece è tutto il contrario. - Far le viste si riferisce sempre alle cose in atto, nè accenna sempre a opera, se non simulata. - "Faceva le viste di credere. - Fa le viste di leggere; ma invece guarda lei di sottecchi." [immagine] |
Fare il, Fare da, Fare a - Fare il, accenna a simulazione o a dissimulazione, come: Fa il minchione, il sordo o simili. - Fare da è Fare ciò che è ufficio o consuetudine di altra persona. - «Il direttore è fuori, e fa lui da direttore.» - La frase Fare a accenna a gara, e si dice specialmente di giuochi: Fare al biliardo, a primiera, Fare a chi più dura. [immagine] |
Faccende, Da fare, Le faccende - Faccenda e Da fare sono quasi la stessa cosa, e l'una è traduzione, dirò così, dell'altra, perchè faccenda non è altro che la voce plurale latina facienda, che vale Le cose da fare, Il da fare. - Nell'uso per altro il Da fare significa non l'atto, ma il dovere dell'operante, e Faccenda è l'operare attualmente; nè si adopra se non in certi casi. - «E' una faccenda che durerà molto,» dove non si direbbe è un da fare. - Quando si dice Le faccende, si intende quelle abituali in certi tempi o in certe ore. Il contadino chiama le faccende quelle delle varie stagioni; e per antonomasia quelle della segatura e della battitura: un mercante, quelle ore nelle quali più è frequentato il suo negozio. - «Venne in sull'ora delle faccende.» E di un negozio che è molto frequentato, si dice che Fa molte faccende, cioè vende e spaccia molta mercanzia. [immagine] |
Fare una spallata, Fare una spallucciata, Fare spallucce - Di queste tre frasi così parlai nei miei Diporti filologici.
«Dianzi ho detto Fare una spallucciata: questa frase non è nel Vocabolario, ma è dell'uso comune, e si dice quando l'uomo fa uno scatto con una spalla, alzandola con isdegno o stizza; col quale atto significa, o che non gli cale di qualche cosa dettagli o fattagli contro, o che alcuno lo ha fradicio e non vuol più saper di lui. - C'è il Fare spallucce, che si fa ficcando il capo in seno, come suol dirsi, e sollevando in alto ambedue le spalle; ed è atto significativo di non sapere una cosa onde altri ti interroga, o di domandare soccorso o limosina comecchessia. C'è poi il Ristringersi nelle spalle, che si fa ravvicinando l'una all'altra le scapole, o palette che s'abbia a dire; e questo atto è di chi rifiuta, sotto un colore o sotto un altro, di porgere altrui il domandato soccorso; ed alcuna volta anche di chi quasi per forza s'acconcia a fare l'altrui volontà: il che è significato anche dal Chinare il capo.» [immagine] |
Pa, Fare pa, Far carezze, Fare i fichi - Pa, nella frase Fare pa, significa, nel linguaggio fanciullesco, lisciare soavemente le guance col palmo della mano, per atto di carezza. - Fare le carezze sta non solo in atti, ma in parole affettuose. - Fare i fichi è far carezze sdolcinate più in parole smancerose che in atti. Tal frase è anche subjettiva, e significa Fare delle smancerie rifiutando doni, dichiarandosi insufficiente, è simili, ma per pura leziosaggine. [immagine] |
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860 |
Fare, Giovare, Valere - Giova ciò che produce qualche vantaggio, se non il diretto, l'indiretto, e talora un affatto contrario a quello che si era proposto; il fare, in questo senso, ha da essere un giovamento, un vantaggio diretto, perchè il fare è operare, o almeno aiutare: giovano alla gioventù, a tutti i buoni consigli; ma ciò che fa meglio d'ogni altra cosa, è il buon esempio, l'indirizzo, l'aiuto. Giovare è generico; una cosa, buona in sè, giova ora o più tardi, giova a questa o a quella cosa: il fare è speciale e particolare; i decotti dolcificanti fanno bene per la tosse: i rimedii giovano nelle malattie, ma chi fa più di tutto è la natura. Valere è più di tutti; per valere bisogna che la cosa abbia un valore intrinseco; poi valere è proprio fare al caso: a un giovane scapestrato a cui le ammonizioni, i castighi, gli esempi non giovano, o per cui si direbbe che più nulla fa, una sola parola, una riflessione, un'ispirazione venuta in buon punto vale a farlo cambiar vita: essa aveva il valore, la forza necessaria, essa sola fu valida contro quel cuore indurato. [immagine] |
Fare, Creare - Nel creare ha gran parte l'invenzione; nel fare non entra sovente che l'opera delle mani: l'operaio, il servo fanno ciò che vien loro comandato; l'uomo d'ingegno, il genio crea, cioè trova cose nuove o perfezionamenti di tanta importanza che come nuove le fan parere: qui non parlo del creare assoluto che sta soltanto nell'onnipotenza di Dio. [immagine] |
Fare, Operare - Fa chi lavora, chi produce, cosicchè quando una cosa è poi finita dicesi ch'è fatta. Operare è il contrapposto di parlare, di cianciare, di discutere, di pensare, d'immaginare, tutte cose che devono avere un termine: chi molto parla poco opera: all'opera si voglion vedere certi parolai, certi critici che a censurare soltanto pensano tuttogiorno, e si vedrebbe che i fatti per nulla corrisponderebbero alle sonore parole; ma conoscono se stessi e non vi si mettono. Operare poi dicesi assolutamente in senso di fare un'operazione d'aritmetica e d'algebra, e quelle più difficili e delicate della chirurgia. [immagine] |
Fare, Importare, Premere - Importare è più di fare, quanto l'importanza della cosa cresce in peso e in valore quando la è fatta: fanno le cose secondo l'importanza loro: ciò che varia da una ad altra persona, da uno ad altro tempo, è la regola, il principio dal quale si parte per misurare questa importanza: l'importanza che si dava nel seicento a un bel sonetto or si dà a un nuovo ed utile ritrovato di qualche scienza: che fa al mondo che s'insegni a far versi alla gioventù ne' collegi, nelle scuole? - poco o nulla: ciò che importerebbe moltissimo sarebbe che gli allievi ne uscissero capaci di diventare utili cittadini e galantuomini. Premere dice l'importanza della cosa relativa anche al tempo: cosa che preme si desidera, si vuole, ma si vorrebbe anche presto; si teme che l'occasione d'ottenerla ci sfugga: da premere, premura. Calere è un po' meno d'importare; onde il non me ne cale, a cui s'aggiunge d'ordinario, nè punto nè poco, o un fico o altra simile locuzione; e significa che la cosa importa pochissimo o nulla; calere molto, moltissimo, non mi ricordo di averlo veduto: da calere a calare la distanza è minima e ciò che cala non monta. [immagine] |
Allegare, Allignare, Attaccarsi, Afferrare, Appiccarsi, Abbarbicarsi, Radicare, Fare, Fruttare - «Allignare si dice della pianta, e indica non solo il mantenersi ma il fruttare. Allegare si dice del restare sull'albero il frutto novello al cadere del fiore: un albero alligna, un fiore allega. Quando si tratti di esprimere l'apprendersi che fa la pianta o il pollone alla terra, allora s'usa attaccarsi». Tommaseo.
Dicesi il rimessiticcio o piantina s'appicca o afferra, quando dopo alcuni giorni che fu trapiantata non deperisce e dà segno di vivere nel luogo ove fu messa. Abbarbicarsi è il metter che fa la pianta molte barbe nel terreno. Radicarsi, il metter più forti radici. Quando una pianta fa in un terreno vuol dire che lo trova a sè confacente e che vi porta frutto: vi son de' casi in cui alligna, ma le condizioni atmosferiche non bastano a farla fruttare, come la palma da noi, cioè nelle riviere di Genova. [immagine] |
Fare, Chiedere, Stimare - Fare è più, credere è meno, stimare, meno ancora. Il fare è avere una cosa come per già succeduta, fatta per l'appunto; credere può indicare convincimento assai profondo e radicato, ma che un dubbio, un sospetto può far crollare. Stimare è giudizio o supputazione di cosa che cogli occhi della mente si può immaginare e ragionarne così bene come se già esistesse. Quell'uomo io lo faceva morto; quel principio io lo credeva giusto; quella cosa io la stimava fattibile: un uomo si fa ricco di tanto come se gli si fossero contati i danari; quell'altro si crede galantuomo come se si fosse messo alla prova; un terzo si stima un dappoco da qualche fallace apparenza, eppure non è; e ciò succede perchè si è troppo corrivi nel giudicare. [immagine] |
Fare, Convenire - Conviene una cosa da un lato; conviene in parte; conviene, in genere, ciò che può fare più bene che male; conviene, se vuolsi, anche ciò che non nuoce: il fare per me è convenienza più stretta, più intima, più personale: il fare esprimerebbe quindi una convenienza totale: i prepotenti, se trovano che una cosa faccia per loro, se la pigliano anche per forza, anche con danno dei terzi. [immagine] |
Scrivere, Fare - Scrivendo un'opera originale si fa; scritta che sia, è fatta. Ma fare ha infiniti altri significati. [immagine] |
Fare, Giuocare, Fare alla palla, Giuocare alla palla - Giuocando alle carte in diversi, v'è sempre uno che fa, cioè che rimescola le carte e le dà nell'ordine e modi richiesti ai giuocatori.
« In certi giuochi si dice meglio fare che giuocare. Fare a staccia buratta, fare a chi vince perde. Fare e giuocare alle carte, a tresette. Fare e giuocare all'oca, alla palla. Questa ultima frase ha senso traslato. Diciamo fare alla palla de' quattrini, della roba, per disperderli senza riguardo. Fare alla palla d'uno, per, prendersi giuoco crudele di lui. Qui non entra giuocare ». Tommaseo. [immagine] |
Fare, Eleggere, Creare - Si crea ciò che non è; si elegge uno o più d'uno fra i molti; si fa in questo senso, dando il titolo, il nome, il grado all'eletto. Si crea un ministero, o altra qualsiasi carica, si elegge chi ha da esser ministro, si fa il ministro nominandolo, affidandogli la gestione, l'amministrazione degli affari ai quali veniva destinato. [immagine] |
Dar che fare, Dar da fare - Il primo vale metter altri in impiccio tale da non isbrigarsene così presto; il secondo è dar sufficiente occupazione e talora troppa. Un debitore malonesto e litigioso mi dà che fare per aver il mio: i figli dan da fare ai genitori prima ch'ei siano allevati ed incamminati ad uno stato. [immagine] |
Fare, Vendere, Prezzare - Fare ha senso affine a estimare, calcolare a un dipresso quanto una cosa possa essere in peso o misura: quanto fate, o fate che sia questo pezzo di marmo? l'altro risponde: un cento rubbi. Fare ha senso affine a vendere, ma è meglio e più usato in tempo passato o nel futuro, che nel presente: quanto avete fatto di quel paio di capponi? domanderà una buona comare all'altra, per dire quanto gli avete venduti; quanto pensate di fare delle vostre uova? domanda l'altra. Vendere, si sa che è dar roba contro un prezzo stabilito. Prezzare è far il prezzo della roba, stimarne il valore. [immagine] |